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12/10/2017 - 16:01

Svizzera, adesso rialzati! Ai playoff puoi farcela con tutti

Dopo la bruciante sconfitta subita in Portogallo, la truppa di Petkovic dovrà battere una tra Eire, Irlanda del Nord, Svezia e Grecia per andare in Russia

Keystone
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LUGANO - La delusione dopo l’euforia. Il brusco risveglio dopo un bel sogno. La prova di maturità fallita. Le speranze svizzere di qualificarsi direttamente a Russia 2018 si sono arenate ai bordi dell’Atlantico. A Lisbona. Là dove le navi degli esploratori portoghesi salpavano per andare alla scoperta del Mondo, quella elvetica è miseramente affondata. Una sconfitta amara. Difficile da digerire. Ma che non deve cancellare quanto di buono è stato fatto in precedenza. Per qualificarsi agli spareggi - come testa di serie - la Svizzera ha infatti contabilizzato ben 27 punti, più di quelli totalizzati da cinque squadre che hanno vinto il proprio girone - Inghilterra (26) Polonia (25) Francia (23), Islanda (22) Serbia (21). Un (inutile) record. Le nove vittorie consecutive (altro record nella storia della Nati) sono sicuramente state agevolate dall’estrema debolezza delle avversarie del girone, dominato in lungo e in largo da Svizzera e Portogallo. Ma non solo. La truppa di Petkovic ha avuto anche i suoi meriti. Meriti che la delusione lusitana non deve cancellare. Perché la crescita è sotto gli occhi di tutti. Perché fino a qualche anno fa mai la Nazionale avrebbe inanellato un simile filotto di successi. Intediamoci, questa Svizzera deve ancora crescere e maturare molto per giocarsela con le elette del panorama calcistico. Forse ci si era un po’ illusi di essere già nell’Olimpo. E quando le aspettative sono troppo alte, la caduta fa ancora più male.

La redenzione - Ma questa Svizzera - che innegabilmente soffre le partite decisive come aveva già dimostrato nelle brucianti sconfitte con Polonia (Euro 2016), Argentina (CM 2014) e Ucraina (CM 2006) - può e deve rialzarsi subito. Perché la Russia, che dapprima pareva così vicina e che da martedì appare un po’ più lontana -  è ancora raggiungibile. La Nazionale dovrà conquistarla passando dal purgatorio degli spareggi. Come nel 2005 nell’inferno turco. Dovrà raggiungerla tornando a giocare come le partite precedenti al disastro di Lisbona. Dovrà tornare a imporre il proprio gioco senza badare a quello dell’avversario. Dovrà tornare squadra. Perché la Svizzera è formata da un gruppo di ottimi giocatori. Manca, però, il campione assoluto, quella prima punta che da sola ti decide la partita - alla Lewandowski (capocannoniere delle qualificazioni con 16 reti) o alla Cristiano Ronaldo (15) per intenderci. Ed è per questo che la Nati deve puntare sul collettivo. Solo così potrà andare avanti. Solo così potrà volare in Russia.

Le quattro avversarie - Ma prima di obliterare il biglietto, gli elvetici dovranno passare attraverso quelle che Petkovic ha definito le «prossime due finali». Il nome dell’avversario, che verrà svelato nel sorteggio del 17 ottobre (uno tra Eire, Irlanda del Nord, Svezia o Grecia), non può far venire gli incubi alla Svizzera. Questa squadra - pur rispettando le quattro contendenti - non deve temere nessuno. Guardando le caratteristiche tecniche e tattiche, il gioco della Grecia è quello che meno si addice alle qualità degli uomini di Petkovic. Gli ellenici tendono infatti a chiudersi in difesa - lasciando il pallino del gioco all’avversario - per poi pungere in contropiede. Eire e Irlanda del Nord sono due tipiche squadre britanniche, che fanno di cuore, grinta e forza fisica le loro principali armi. La Svezia, nonostante l’addio di Ibra, ha individualità importanti come Forsberg (Lipsia) e Lindelof (Manchester United). Avversario ostico, ma con uno stile di gioco che potrebbe favorire i rossocrociati. Insomma, tra meno di una settimana, si conoscerà la nazione contro cui la Svizzera dovrà duellare per conquistarsi la Russia. E dimenticare Lisbona.

I possibili avversari: 

Grecia (4-2-3-1): Karnezis - Torosidis, Manolas, Sokratis, Tzavellas - Zeca, Tziolis - Mantalos, Fortounis, Stafylidis - Mitroglu. (All. Skibbe).

La Grecia - guidata dal tedesco Michael Skibbe - ha concluso al secondo posto il girone H, terminando alle spalle dell'intrattabile Belgio. La forza della squadra ellenica sta nella solidità difensiva (sole sei reti subite) e nel bomber Kostas Mitroglou (sei centri di cui tre decisivi). Nella campagna verso Russia 2018 ha perso solamente una partita contro i Diavoli Rossi. Il suo stile - chiuso in retrovia lasciando il pallino del gioco agli avversari per poi colpirli con rapide ripartenze - potrebbe creare diversi problemi alla nostra Nazionale.

Irlanda (4-2-3-1): Randolph - Christie, Clark, Duffy, Ward - Arter, Meyler - Brady, Hendrick, McClean - Long. (All. Martin O'Neill)

L'Eire si è qualificato all'ultimo respiro nel gruppo D, sconfiggendo il Galles nel derby britannico di Cardiff. Come la Grecia, ha perso solamente una partita (in casa) contro la capolista Serbia. Gli irlandesi praticano il tipico gioco britannico fatto di corsa, grinta e gioco fisico. Anche l'Irlanda ha un'ottima difesa (solo sei reti subite). I suoi altri punti di forza sono i due trequartisti del Burnley Brady e Hendrick. Ottime cose ha fatto pure la punta del Southampton Long. La stella è l'autore del gol-speranza contro il Galles, James McClean, 28enne del West Bromwich Albion.

Irlanda del Nord (4-1-4-1): McGovern - McLaughlin, McCauley, J. Evans, Brunt - C. Evans - Magennis, Davis, Norwood, Dallas - Lafferty. (All. Michael O'Neill)

L'Irlanda del Nord si è assicurata il secondo posto nel girone C, quello dominato dalla Germania, con due giornata d'anticipo. I britannici hanno eliminato la Norvegia e la Repubblica Ceca. I titolari giocano tutti in Inghilterra, a parte l'ex Sion Lafferty che milita negli Heart in Scozia. Le stelle della squadra sono il centrocampista del Southampton Steven Davis e l'ex Red Devils, ora al West Bromwich Albion, Jonny Evans. 

Svezia (4-4-2): Olsen - Lustig, Lundelolf, Granqvist, Augustinsson - Claesson, Johansson, Larsson, Forsberg - Berg, Toivonen. 

La Svezia si è qualificata per gli spareggi terminando al secondo posto il gruppo A, alle spalle della Francia. Gli scandinavi, perdendo l'ultima partita ad Amsterdam, sono stati raggiunti a 19 punti dagli stessi olandesi, che però vantavano una peggior differenza reti e sono stati eliminati. La Svezia, nonostante l’addio di Ibrahimovic, ha ottime individualità come Forsberg (Lipsia) e Lindelof (Manchester United). La difesa - guidata da capitan Granqvist - è il reparto meno affidabile. Ben tre le sconfitte patite nella campagna verso Russia 2018. È la seconda di girone che ha perso di più.

Quale tra i possibili avversari della Svizzera ai playoff temete di più? Rispondete al sondaggio.

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Guera Elena Swiss - 12 Ottobre alle 16:09

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