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ENERGY CHALLENGE

08/08/2017 - 10:42

I fornitori di corrente spremono le ferrovie di montagna?

Un tecnico di ferrovia di montagna lamenta un trattamento ingiusto da parte della società elettrica. Ma è proprio così? Dr. Energy svela una lacuna normativa

Quando questi impianti accompagnano i passeggeri in vetta utilizzano energia elettrica. Ma alla sera, quando riportano i vacanzieri a valle, generano corrente elettrica proprio come se fossero una centrale, e la immettono nella rete
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“Sono un tecnico presso un’azienda che gestisce ferrovie di montagna. Alcuni impianti immettono nella rete l’energia in frenata recuperata nel percorso a valle. Il nostro fornitore non ci paga questa energia. Il contatore digitale mostra effettivamente il quadrante ma non conteggia a ritroso. Quando abbiamo cercato di appellarci alla legge sull’immissione in rete, il gestore della centrale ha obiettato che tali disposizioni valgono solo per l’energia solare, eolica o idrica. Ha ragione? Noi restituiamo tra il cinque e il dieci per cento della corrente prelevata.”

Willi (56) da Brienzwiler (BE)

Durante le ferie, molti amano viaggiare in lungo e in largo alla scoperta delle bellezze svizzere oltre che esplorare mete esotiche. E non sarebbero delle vere ferie in Svizzera senza una gita nelle Alpi, magari a bordo di una delle nostre numerose ferrovie di montagna. Quando questi impianti

accompagnano i passeggeri in vetta utilizzano energia elettrica. Ma alla sera, quando riportano i vacanzieri a valle, generano corrente elettrica proprio come se fossero una centrale, e la immettono nella rete. A seconda del tipo di ferrovia e di tecnologia, la quantità di energia generata non è affatto trascurabile.

Al riguardo è il caso di sottolineare che le ferrovie di montagna – impianti a fune, funicolari ma anche ferrovie a cremagliera e cabinovie – trasportano i passeggeri consumando pochissima energia e in termini di efficienza battono tutti gli altri mezzi di trasporto, come automobili, autobus o aerei. Ecco un esempio pratico: per trasportare una persona da Weggis al Rigi Kaltbad con l’impianto a fune bisogna percorrere circa 1000 metri di dislivello. Per farlo si consumano solo circa 0,3 kilowattora: la stessa quantità di energia necessaria a un aspirapolvere per funzionare circa un quarto d’ora. Se poi l’amante della montagna vuole tornare a valle con lo stesso impianto, questa quantità di energia viene nuovamente liberata. Visto che entrambe le cabine sono collegate a una fune, i passeggeri diretti a valle spingono in alto quelli diretti a monte. Detto ciò, non è pensabile rinunciare del tutto al motore elettrico, perché il meccanismo di trazione e altri componenti dell’impianto devono contrastare le resistenze dovute all’attrito. A seconda della cabina nella quale siedono più persone, il motore elettrico funziona come motore o come generatore. Questo è l’attuale stato della tecnica.

I treni vengono di fatto issati verso l’alto

Le ferrovie a cremagliera funzionano secondo lo stesso principio, anche se in assenza di fune. Il treno diretto a valle cede energia alla linea di alimentazione, e quello diretto a monte assorbe corrente dalla stessa linea. Anche in questo caso il treno viene di fatto issato verso l’alto. Per funzionare, le locomotive devono essere dotate di motori asincroni e inverter. Nelle vetture più datate funziona diversamente, queste locomotive hanno resistenze elettriche sul tetto. In questo modo di fatto l’elettricità generata con il viaggio a valle viene “bruciata”. Lo si può vedere concretamente nelle stazioni, dove l’aria vibra letteralmente a causa del calore sul tetto della locomotiva.

Le FFS hanno centrali proprie per la gestione energetica. In combinazione con i laghi artificiali è possibile accumulare energia e prelevarla nuovamente. Gli operatori di ferrovie minori collaborano con il loro fornitore di elettricità. Non devono quindi solo prelevare corrente in quantità sufficiente ma nelle ore di punta necessitano di immettere la corrente in rete a condizioni eque. Se la ferrovia di montagna acquista solo elettricità a basso costo da centrali a carbone e nucleari, non può farsi computare il prezzo dell’energia rinnovabile per la reimmissione in rete.

La lacuna normativa finora non ha prodotto contenziosi

Ho fatto qualche indagine nel settore. La conclusione è stata sempre la stessa: le ferrovie di montagna sono clienti importanti, la maggior parte preleva oltre 100 000 kilowattora all’anno e può quindi scegliere autonomamente i propri fornitori di energia. Per la reimmissione si applica a tutti lo stesso prezzo valido per l’acquisto da energie rinnovabili. Naturalmente ho interpellato anche un giurista che si occupa diffusamente della materia. Mi ha confermato che al riguardo esiste effettivamente una piccola lacuna normativa. Finora non sono però emersi contenziosi a causa di questa lacuna. Per gli ingegneri tra voi: per le ferrovie il picco di carico rappresenta un grande fetta dei costi energetici. Conviene quindi mettere a punto una gestione dei picchi di carico.

In un modo o nell’altro: le ferrovie di montagna sono mezzi di trasporto molto parsimoniosi ed efficienti. Una gita estiva in montagna è quindi caldamente consigliata. Di norma consiglio di trascorrere le ferie in Svizzera, risparmiando così un’enorme quantità di energia.

Dr. Energy

Jules Pikali risponde alle domande dei lettori sul tema dell’energia in veste di Dr. Energy. Jules Pikali insieme ad altri consulenti energetici offre consigli dalla infoline di SvizzeraEnergia. L’offerta di consulenza gratuita dell’Ufficio federale dell’energia risponde a domande sul tema dell’energia dei privati telefonicamente o tramite il modulo di contatto: 0848 444 444 e www.svizzeraenergia.ch/consulenza.

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